Ecco perché acquistare vino in cantina

Ecco perché acquistare vino in cantina

Negli ultimi anni è cresciuta in maniera esponenziale l’attenzione per quello che si mangia e per quello che si beve. Siamo nell’era del bio, del cibo che fa bene alla salute, del macrobiotico. Molti di voi, quando scelgono un’acqua, controllano l’etichetta per vedere quanti grammi di sodio ci sono, se si è in presenza di proprietà diuretiche o depurative e così via. Stiamo sempre più attenti a quello che mettiamo nel bicchiere, e allora perché non usare la stessa attenzione per il vino?

Appassionati e intenditori a parte, tanta gente compra il primo vino che trova sullo scaffale. L’unica discriminante è il colore o al massimo la frizzantezza. Ma perché accontentarsi o puntare in basso? Comprate il vino nelle cantine, da chi lo conosce, da  chi lo produce, da chi può raccontarvi tante storie su quello che mettete nel bicchiere. Il principio è lo stesso che muove coloro i quali vogliono frutta e verdura genuina ad andare dal contadino o quelli che scelgono carne ruspante a recarsi nella fattoria.

Nei supermercati si ha l’illusione di avere una scelta enorme con scaffali stracolmi che si allungano a perdita d’occhio. In realtà, buona parte di queste bottiglie contiene vini industriali dal prezzo basso e dalla bottiglia accattivante.

Fate molta attenzione ai prezzi da discount: una buona bottiglia da 0.75 L, ad esempio, non può costare meno di 5€. Le uve coltivate con dei buoni criteri di qualità costano. Metteteci costi di produzione, manodopera, bottiglia, etichetta e marginalità e siamo già fuori budget. Questo non significa che il vino delle cantine abbia dei prezzi proibitivi, anzi. Il più delle volte, a parità di prodotto, si spende meno che nella Grande Distribuzione.

Chi acquista vino al supermercato, inoltre, spesso non si sofferma a leggere le etichette con i loro codici complicati. Imparando cosa vogliano dire certe lettere, con un buon occhiale e tanto tempo libero si potrebbero scoprire Paese di provenienza, processo di produzione (eventuale acquisto del prodotto finito da terzi), perfino presenza di più miscele per un prodotto “impuro” (passateci il termine). In cantina è tutto più trasparente e chiaro.

Inoltre, acquistando dai produttori, potrete essere certi di avere di fronte un prodotto ad origine controllata. Occhio ai trucchetti e alla poca trasparenza: non acquistate un Nero D’Avola imbottigliato in Veneto o un Nerello Mascalase made in Asti. Sulle Igt un 15% del contenuto può essere fatto con altro vino proveniente da fuori regione.

Meglio scegliere sempre prodotti tracciabili, preparati con cura. Meglio scegliere prodotti buoni, in tutti i sensi. Li riconoscerete al palato, vedrete.

Trackbacks o Pingbacks

Non sono disponibili trackback o pingback per questo articolo.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.