50 sfumature di Nero: tutta la verità sul Nero D

50 sfumature di Nero: tutta la verità sul Nero D’Avola

Qual è il nero più famoso di Sicilia? La domanda potrebbe indurvi in confusione anche perchè, se proprio dobbiamo dirla tutta, il nero in questione è casomai un rosso. E già questo potrebbe bastarci per capire quanta chiarezza bisogna fare intorno al Nero D’Avola, uno dei vini più prodotti nei territori siculi.

 

Questo delizioso vino apprezzato in mezzo mondo ha una storia ricca di contraddizioni. E la questione “colore” è solo la punta dell’iceberg. Il più delle volte, ad esempio, quando si parla di Nero D’Avola si fa riferimento a un vino “Calabrese” (qualcuno lo chiama “Calabrese Pizzutello, qualcun altro “Calabrese dolce”). In realtà, con la Calabria, questo vino non c’entra proprio niente. Il termine calabrese è l’italianizzazione della parola dialettale “calarvisi” (uva di Avola).

 

L’origine è quindi prettamente siciliana anche se, considerata la bontà del vino, diverse prove di coltivazione sono state fatte anche in Australia, California e Turchia (occhio all’etichetta). Ma come riconoscere un Nero D’Avola originale?

 

Aprite i sensi e cominciate con la vista. Il colore – seppur possa leggermente variare a seconda della coltivazione e della lavorazione – è tendenzialmente rosso rubino, intenso e brillante, con riflessi violacei. La trasparenza è moderata. Un esame olfattivo può diventare una sfida per veri esperti in quanto il Nero D’Avola è molto aromatico. Gli aromi primari hanno a che fare con fiori come la viola e frutti rossi come amarena, ciliegia, mirtillo, prugna. Se affinato in legno, sul lungo tempo, i più esperti sentiranno anche carruba, cacao, cannella, liquirizia, cuoio. Persino sentori balsamici di menta.

 

Se riconoscerlo può non essere facile per tutti, gustarlo è invece molto semplice. Ma anche in questo caso ci sono dell regole. Il modo migliore è in calici grandi, baloon, per favorire la diffusione dei profumi. Va servito a 16-18°C, in abbinamento a carni o sughi. E ricordate di stapparlo un’ora prima della degustazione per esaltare ulteriormente l’esperienza.

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