Parla come un sommelier: le parole giuste per descrivere un vino

Parla come un sommelier: le parole giuste per descrivere un vino

Il mondo è pieno di presunti intenditori di vino. Uomini e donne che muovono il bicchiere, inzuppano il naso dentro, chiudono gli occhi in contemplazione e poi tirano fuori una lista di aggettivi più o meno lunga che, due volte su tre, è del tutto inappropriata.

Amare il vino è una cosa. Simulare i sommelier è un’altra. Eppure, ci sono un paio di termini che vale davvero la pena conoscere. Sono quelli che ci possono aiutare a descrivere un vino senza apparire come dei palloni gonfiati, a darci una conoscenza strutturale di base e persino a “smascherare” gli intenditori della domenica. Ecco quindi un piccolo dizionario dei vini da tenere a mente per fare bella figura senza strafare.

Prima di passare ai termini vorremmo spendere una parola sulla consistenza. Ecco, un metodo semplice semplice per poterla definire è osservare il bicchiere dopo aver bevuto il vino. Solitamente la consistenza caratterizza i vini morbidi che lasciano archetti fitti e regolari lungo la parete del bicchiere.

Passiamo adesso agli aggettivi di base:

Morbido: vino dotato di un’adeguata concentrazione di zuccheri alcoli e polialcooli.

Duro: vino con un’adeguata concentrazione di acidi, tannini e sali minerali.

Entrambi i termini si riferiscono al gusto, nonostante siano aggettivi che sembrano richiamare la vista.

Velato: eccessivamente opaco, è un difetto dovuto alla presenza di particelle in sospensione.

Limpido: al contrario, è un vino che non presenta alcuna particella in sospensione.

I termini, in questo caso, si riferiscono alla vista.

Armonico: vino che raggiunge il massimo equilibrio delle proprietà organolettiche.

Corposo: solitamente lo è un vino che ha raggiunto una buona maturazione e che ha un buon equilibrio di sapori.

Giovane: lo è un vino ancora poco equilibrato, fresco e fragrante.

Secco: Vino in cui non si percepisce il gusto dolce.

Fresco: vino spiccatamente acido. Lo si riconosce perché procura un aumento della salivazione. Non ha nulla a che fare con la temperatura.

Caldo: al contrario, questo termine ha a che fare con la temperatura perché descrive quei vini che offrono alla bocca una decisa sensazione pseudocalorica.

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