In Spagna è nato il vino blu: c’è da fidarsi? Come è fatto?

In Spagna è nato il vino blu: c’è da fidarsi? Come è fatto?

Non sapete scegliere tra vino bianco, rosso e rosato? Beh, presto potrebbe arrivare una quarta soluzione. Anzi, nella Penisola Iberica è già arrivata. Parliamo del vino blu. Un blu acceso e profondo (non una sfumatura violacea del rosso ma proprio un blu cielo). Si chiama “Gik” e vede la luce, proprio in questi giorni, dopo due anni di ricerche. Ma di che si tratta?

Per farla semplice, di un normale vino da tavola che deve il suo colore ad alcuni coloranti organici, le antocianine, che si trovano nella buccia dell’uva e che, di fatto, possono variare dal rosso al viola passando proprio per il blu. Di base, l’uva utilizzata non è unica. Anzi, Gik è un blend di uve rosse e bianche (da Syrah ad Airén passando per Garnacha). Nessuna macerazione delle vinacce, nessun invecchiamento in botte. La percentuale di alcol in volume è dell’11.5%, si serve a circa 8 gradi e promette di essere fresco e dolce al palato.

Parliamo quindi di un “Signor vino”? Direi proprio di no. Il colore blu, in tal caso, non è affatto un valore aggiunto. Possiamo piuttosto parlare di un’abilissima strategia di marketing. Immaginate la curiosità di alcuni consumatori nel portare a tavola un vino blu…

Probabilmente, Gik, è un vino che non farà certo trasalire gli estimatori del buon vino ma promette di trovare un certo consenso presso gli organizzatori di eventi. Nel frattempo, dalla casa di produzione, dicono che tra gli obiettivi futuri c’è anche quello di “conquistare” il mercato italiano. Voi cosa ne pensate?

 

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